Audio-guida monumento infantile 2024

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Ciao caro visitatore!

Siamo la commissione della Falla Raval. Vogliamo che tu goda al massimo del monumento delle Fallas che abbiamo realizzato quest’anno. Per questo, abbiamo creato questa audioguida in diverse lingue, in modo che non ti perda nessun dettaglio. Vogliamo anche aiutarti a comprendere il complicato concetto delle FALLAS. Le fallas sono le feste tradizionali valenciane. Ma usiamo anche lo stesso nome per riferirci ai monumenti artistici in legno, cartone e sughero che adornano le nostre strade. Inoltre, le FALLAS sono un concetto che porta con sé molti altri: Arte, Passione, Tradizione, Gastronomia, Musica, Festa, Polvere da sparo, Luce, Colore e Spiritualità.

Detto questo, andiamo prima di tutto a farti fare un giro del monumento che abbiamo eretto quest’anno, e poi, se vuoi continuare a ascoltare, ti spiegheremo l’origine delle fallas, curiosità e molto altro su queste feste dichiarate Patrimonio Immateriale dell’Umanità.

Quest’anno il nostro monumento infantile ha come motto «la natura è l’arte che scegli di custodire». Due giovani ape sono rimaste senza casa a causa dell’azione dell’uomo sulla natura. Ora volano in cerca di un nuovo alveare dove poter abitare e hanno trovato questo, nella Falla Raval. Con paura vogliono prima osservare se è un buon posto dove vivere, e in quel momento la signora giraffa le ha scoperte. È molto strano vedere la signora giraffa con una sciarpa, ma è che il cambiamento climatico rende folli le temperature. La giraffa racconta alle ape che per ora questa è una buona città dove vivere, ma che l’azione dell’uomo la sta anche distruggendo. Perciò, arrivano a un accordo in cui le ape potranno vivere qui ma dovranno dare consigli su come farlo affinché questa città non rimanga distrutta come è successo con la loro vecchia casa. E ora accompagneremo le api a visitare tutto questo alveare dove troveremo diversi bambini e animali che stanno facendo le cose bene ma anche altri che le stanno facendo male. Qui è dove dobbiamo prendere coscienza e fermarci per scegliere con cognizione, perché la natura è l’arte che tutti noi scegliamo di custodire.

Ora, se hai tempo, puoi continuare a ascoltare curiosità sulle Fallas.

La festa delle Fallas ha come anima il fuoco. Tutte le feste che hanno il fuoco come protagonista possono essere collegate ai rituali solari. Da tempi immemorabili, in molti luoghi d’Europa, Asia e Africa si celebrano gli equinozi e i solstizi (l’ingresso delle stagioni) accendendo falò. Queste manifestazioni in alcuni casi sono state ereditate da antichi popoli e legate a cerimonie solari e rituali di purificazione, e alcune di esse sono giunte fino ai nostri giorni. La Chiesa Cattolica, impossibilitata a sopprimere queste tradizioni popolari in molti luoghi di Spagna, decise di assorbirle e dedicarle ai santi; così, i falò del solstizio d’estate furono collegati a San Giovanni e quelli dell’equinozio di primavera a San Giuseppe. Perciò, alcuni storici pensano che le Fallas siano in realtà un’antica consuetudine valenciana, che ha avuto origine come fuochi di primavera ed è evoluta fino ai monumenti satirici che conosciamo oggi.

Una delle spiegazioni dell’origine delle fallas è legata a San Giuseppe e alla corporazione dei falegnami. La vigilia del giorno del loro patrono, San Giuseppe, i falegnami approfittavano per fare pulizia nella bottega e portavano in strada i resti inutili di legno, che venivano accatastati in modo artistico. Anche il resto dei vicini portava in strada oggetti inutili con cui adornavano il legno portato fuori dai falegnami.

Da questa tradizione, i valenciani negli anni hanno realizzato monumenti sempre più belli e elaborati. Questa consuetudine si è diffusa e ha assunto un carattere satirico e burlesco in cui vengono esposti simbolicamente e caricaturalmente personaggi pubblici e situazioni salienti dell’anno precedente; rappresentando diverse scene che venivano elaborate come parte della falla. Da ciò è nata a Valencia una professione unica al mondo, quella dell’artista fallero. È allora che la realizzazione della falla si professionalizza e raggiunge livelli artistici estremi perché l'»artista fallero» è ormai un altro genio, che modella figure su una base di legno, sughero e poliestere ed è in grado di realizzare opere d’arte che combinano architettura, scultura, pittura e ingegno. Soprattutto ingegno, poiché ogni anno, i più di 2.000 monumenti falleros realizzati in tutta la regione valenciana, sono autentici, diversi e unici. Le fallas oscillano tra i 5 e i 30 metri di altezza (con alcune che superano i 40) e sono piene di scene e pupazzi «ninots».

La cosa curiosa di queste feste non è solo che i valenciani costruiscono grandi opere d’arte per strada, chiudendo le strade come se il mondo si fermasse, per poi dopo pochi giorni dar loro fuoco come segno di lasciarsi alle spalle tutto dell’anno precedente, per dare il benvenuto alla primavera e a ciò che ci riserva il resto dell’anno; ma durante la settimana fallera, Valencia e le sue città, come Cullera, appaiono in modo straordinario.

Una caratteristica speciale delle Fallas è poter vedere per le strade gli impressionanti abiti da fallera che indossano le orgogliose valenciane. Abiti bellissimi e che sono considerati il costume regionale più costoso del mondo a causa dei tessuti con cui

sono realizzati: seta cucita artigianalmente con fili d’oro e d’argento. Il complemento più sorprendente di questo abbigliamento è il chignon con pettine che aggiunge ulteriore bellezza, se possibile, alla valenciana. Questo costume tipico è nato nel XVI secolo come abbigliamento delle umili contadine che copiavano elementi della Corte. Tutti i pezzi si fondono in un abito ricco di dettagli e colori che fa risaltare la donna valenciana e diventa uno dei costumi regionali più vistosi e belli del mondo.

Le Fallas non si possono capire senza la polvere da sparo. Il valenciano è un fanatico della polvere da sparo. Infatti, durante la settimana fallera, è molto comune che all’alba i falleros escano a sparare fuochi d’artificio rumorosi e intensi per il loro quartiere, con l’intenzione di svegliare tutte le falleras affinché si alzino e si mettano i loro costumi tradizionali e inizi così la giornata festiva. Alle Fallas, gli spettacoli pirotecnici di fuochi d’artificio sono continui, ma ce n’è uno che è il più tipico valenciano: la Mascletà. La Mascletà è uno spettacolo pirotecnico diurno essenzialmente sonoro, che può superare i 120 decibel. Ha come elemento essenziale il «masclet» o tuono di miccia. Possono anche essere intercalati effetti aerei. Il fondamentale è ottenere un ritmo e una potenza crescente, per finire in un’apoteosi terrestre seguita da un’altra in aria.

Il mondo delle fallas è molto più ampio di quanto possiamo raccontarti oggi. Ogni commissione fallera si riunisce nei locali sociali «el casal» durante tutto l’anno, dove oltre ad organizzare tutto il necessario per il buon funzionamento della falla, lo usano come sede del quartiere per divertirsi, incontrarsi per cenare una volta a settimana, partecipare a giochi di carte, fare feste e assemblee. Si fanno visite al laboratorio dell’artista fallero per vedere come sta procedendo la realizzazione della falla, partecipano ad atti religiosi e spirituali, organizzano feste in cui la musica e la polvere da sparo sono le regine e tutto questo circolo si chiude nella settimana fallera, una settimana frenetica con molta passione e sentimento che termina con la Quema de la falla.

L’ultimo passo, e il vero senso e scopo della falla, è la sua bruciatura. La falla deve bruciare la notte del 19 marzo. In vari punti vengono praticati fori che fungono da camino, vengono inseriti stracci imbevuti di benzina e vengono accesi. Il resto è compito delle fiamme. La bruciatura segna il punto di svolta tra creazione e distruzione. Molti pensano che i valenciani siano dei pazzi perché sono capaci di bruciare ogni anno migliaia di opere d’arte che inoltre costano tantissimo denaro, ma per i valenciani, bruciare le fallas simboleggia mettere fine a tutto ciò che è avvenuto in precedenza e dare il benvenuto alla Primavera con le novità che ciò comporta per il resto dell’anno. È un rituale profondamente radicato nella tradizione valenciana.

Speriamo di cuore che i nostri monumenti falleros ti siano piaciuti e che in qualche modo abbiamo potuto mostrarti un po’ dell’essenza che circonda questa grande festa. Non smettere mai di visitarci, perché le fallas sono effimere, e ogni anno sorprendiamo un po’ di più.